Recensione: InBetween

Abbiamo provato InBetween, il gioco di MS Edizioni che ci porta ad Upsideville dove gli abitanti ignari vengono trascinati in una lotta fra la Città e la Creatura, che si contendono le persone fra le rispettive dimensioni. Eccovi le nostre opinioni:

Il concept

I due giocatori che si affrontano impersoneranno rispettivamente “la Città”, che cerca di diffondere prudenza e senso di allerta fra la popolazione, e “la Creatura”, il cui scopo è divorare le persone che riesce a trascinare a sé. Se una delle due parti riuscirà a portare la consapevolezza della propria dimensione al massimo livellò trionferà, altrimenti colui che riuscirà a mettere al sicuro/divorare 3 persone sarà il vincitore.

Il regolamento

Il regolamento è molto semplice e prevede la disposizione di 10 personaggi in cerchio, metà girati a faccia in su (dimensione della Città) metà girati a faccia in giù (dimensione della Creatura). Ogni personaggio è contraddistinto da un potere, due icone e la sua barra dell’influenza che sarà influenzata dal comportamento della Città e della Creatura.

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Durante il proprio turno il giocatore può innanzitutto scegliere di utilizzare uno dei poteri sbloccati fino a quel momento dal proprio livello di consapevolezza, da ricordare che utilizzare un potere dato dalla consapevolezza è un’azione che si può svolgere solamente una volta in una partita, quindi bisogna ponderare bene quando utilizzare questo “asso nella manica”.

Dopodiché un giocatore può effettuare una di queste 3 azioni:

Giocare una carta: Usare una carta dalla propria mano per spostare il segnalino influenza su un personaggio che abbia un simbolo corrispondente a quello della carta giocata (a prescindere dalla dimensioni in cui esso si trova) oppure aggiungere a un personaggio il simbolo di quella carta se il relativo gettone è ancora disponibile.
Un personaggio privo di influenza viene definito “InBetween” ovvero fra le due dimensioni.
Fatto ciò, può spendere il costo in energia della carta per utilizzarne l’effetto.

Prepararsi: Scartare dalla propria mano quante carte vuole per ripescarne fino ad arrivare a un massimo di 5.

Riposare: Guadagnare tanti cubetti energia quanti sono i personaggi presenti nella propria dimensione fra i 10 in gioco.

Al termine di una di queste 3 azioni se il personaggio non è InBetween fa guadagnare un punto di consapevolezza al giocatore della dimensione in cui si trova.
Se inoltre il cubo non è al primo stadio si attiva anche il potere speciale del personaggio.P_20180513_145108

Dopodiché il segnalino del giocatore di turno viene voltato e si passa al prossimo personaggio.

Durata

La durata di “InBetween” è di circa 20/30 minuti, la durata è influenzata dallo stile di gioco scelto dai giocatori (puntare a influenzare in maniera definitiva 3 cittadini o raggiungere il tetto 6 di consapevolezza generale) e dalle carte pescate.
Il fatto di poter cambiare la propria mano con un azione riesce comunque a evitare situazioni di stallo in cui non è possibile giocare nulla e si assiste immobili al gioco avversario.

Profondità

Il gioco è pensato come un duello per due perciò al di là dell’alea del pescare carte il nocciolo del gioco è nel capire quali personaggi andare a influenzare e quali magari considerare meno, anche lasciandoli al nemico.

Risulta anche strategica la scelta fra il pagare una carta per attivarla dopo averla giocata o utilizzarla solamente per l’interazione con il suo simbolo di influenza, in questo modo non ci sono carte inutili, e si dona un livello di profondità extra al giocatore che voglia impegnarsi a fondo nel cercare di vagliare tutte le possibilità.

Componentistica
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La prima scelta stilistica della componentistica riguarda proprio la scatola, come potete vedere infatti nell’immagine di testa questa ha fronte e retro completamente privi di testo o titolo, presente invece a bordo scatola “InBetween” tra la cima e il fondo della scatola.

All’interno invece troviamo manuale di gioco, alcuni segnalini di cartoncino, cubetti di legno in abbondanza per tenere conto di energia e influenza e le carte che andranno a comporre i mazzi dei due giocatori e il pool di personaggi di Upsideville da utilizzare in partita.

Specifichiamo inoltre che i personaggi sono 18 e non i 10 richiesti dalla preparazione, in questo modo ad ogni partita troveremo una Upsideville diversa, sia per i personaggi che per la loro disposizione (elemento fondamentale del gioco).

Sia il materiale che le illustrazioni sono ottimi e permettono di visualizzare molto chiaramente come il mondo cambi fra le due dimensioni.

Inoltre la scatolina di piccole dimensioni e l’assenza di un tabellone o di ingombi vari lo rende un perfetto giochino da viaggio.

Pro

– Alea presente ma non soverchiante che rende il gioco avversario difficilmente prevedibile

– Livello di strategia adatto a tutti

– Ottima resa grafica e a livello di componenti che permette una buona immersività.

Contro

– Uno stile di gioco risulta particolarmente più efficace impedendo all’effettivo l’adozione di strategie diverse

– Gli effetti di carte e personaggi non hanno icone o semplificazioni e questo rende il gioco molto dipendente dal testo e conseguentemente dalla lingua

– Manuale non troppo chiaro in alcuni passaggi che hanno creato qualche dubbio ai nostri giocatori

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